Circa 168 sostanze chimiche di uso comune, compresi i pesticidi presenti negli alimenti e nell’acqua, possono alterare in modo significativo l’equilibrio dei batteri intestinali benefici. Nuove ricerche pubblicate sulla rivista Nature Microbiology mostrano che il contatto quotidiano con queste sostanze influisce sul microbioma molto più di quanto si pensasse in passato.
168 sostanze chimiche danneggiano i batteri intestinali: allarme degli scienziati
Le ricerche di scienziati europei indicano che molti prodotti fitosanitari di uso comune e diversi composti impiegati, per esempio, nella produzione della plastica rallentano la crescita dei batteri intestinali. Inoltre, alcune di queste sostanze potrebbero contribuire allo sviluppo della resistenza agli antibiotici.
Nel corso delle analisi di laboratorio sono state studiate oltre mille sostanze chimiche, testate su diversi tipi di batteri intestinali. Alla fine sono stati identificati 168 composti tossici per i microrganismi che contribuiscono a formare un microbioma sano.
Tra le sostanze considerate più problematiche figurano i pesticidi, inclusi erbicidi e insetticidi utilizzati in agricoltura, ma anche prodotti chimici industriali come ritardanti di fiamma e plastificanti.
Gli studiosi sottolineano che la maggior parte di queste sostanze entra nell’organismo umano attraverso il cibo, l’acqua oppure tramite il contatto con l’ambiente circostante. È stato inoltre osservato che alcuni batteri, nel tentativo di difendersi dall’azione chimica, modificano il proprio comportamento in modo tale da aumentare anche la resistenza agli antibiotici, compresa la ciprofloxacina. Se processi di questo tipo avvengono nell’intestino umano, il trattamento di alcune infezioni potrebbe diventare più complicato.
I ricercatori fanno notare che molte di queste sostanze in passato non venivano considerate biologicamente attive, ma i nuovi dati raccontano una realtà diversa. Uno degli aspetti più importanti di questo lavoro è che oggi esiste una base di dati che può aiutare a prevedere l’impatto di nuove sostanze chimiche sul microbioma e a sviluppare prodotti più sicuri fin dall’inizio.
Allo stesso tempo, gli specialisti evidenziano che mancano ancora dati sufficienti sulle concentrazioni reali di sostanze chimiche che arrivano effettivamente nell’intestino umano, e che sono necessari ulteriori studi su larga scala per valutare il loro impatto nelle condizioni della vita quotidiana.
Tra le misure più semplici per ridurre il contatto con queste sostanze vengono indicati il lavaggio accurato di frutta e verdura prima del consumo e la rinuncia all’uso di pesticidi negli orti e nei giardini domestici.
Frutta e verdura della “Dirty Dozen 2026”: a cosa fare attenzione
Ecco l’elenco dei prodotti che nel 2026 sono stati indicati tra i più contaminati da pesticidi.
- Spinaci
- Fragole
- Kale (cavolo riccio)
- Uva
- Pesche
- Ciliegie
- Nettarine
- Pere
- Mele
- More
- Mirtilli
- Patate
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