Scoppia la bolla? Gli italiani abbandonano le pompe di calore e tornano a ciò che era già stato scartato

Gli abitanti dell’Italia stanno cambiando in modo sempre più evidente il loro approccio alla modernizzazione delle abitazioni. I dati del programma statale di sostegno al riscaldamento ecologico mostrano che nel 2024 quasi la metà delle domande ha riguardato le caldaie a biomassa, mentre l’interesse per le pompe di calore è diminuito bruscamente. Una tendenza simile emerge anche dalle statistiche del 2025.

I dati ufficiali indicano un netto spostamento delle priorità da parte degli investitori privati e delle famiglie. Nel 2024 quasi la metà di tutte le domande presentate riguardava l’installazione di caldaie a biomassa. Un anno prima la loro quota era sensibilmente più bassa. Allo stesso tempo, l’interesse per le pompe di calore si è ridotto in modo evidente: dopo diversi anni di rapida crescita, hanno perso terreno nella struttura complessiva delle domande.

Questi cambiamenti si sono verificati nonostante le modifiche al programma e l’inasprimento dei requisiti. Alla fine del 2024 la ricezione delle domande è stata temporaneamente sospesa dopo l’emersione di violazioni delle regole, mentre nella primavera del 2025 è ripresa secondo condizioni aggiornate. Una delle principali novità è stata l’introduzione obbligatoria dell’audit energetico dell’edificio. Nonostante il numero totale delle domande sia rimasto elevato, la scelta delle fonti di riscaldamento si è spostata chiaramente verso la biomassa.

Il programma statale di sostegno alla modernizzazione dei sistemi di riscaldamento in Italia è attivo da diversi anni. In questo periodo, il volume complessivo delle domande presentate ha raggiunto decine di miliardi di euro, mentre il sostegno effettivamente erogato si misura in miliardi.

I dati del 2025 confermano la stabilità della tendenza

Scoppia la bolla? Gli italiani abbandonano le pompe di calore e tornano a ciò che era già stato scartato

Lo spostamento delle priorità, già visibile nei dati del 2024, si è mantenuto anche nel 2025. Secondo le statistiche più aggiornate, nel periodo compreso tra la primavera e la fine dell’estate 2025 le caldaie a biomassa hanno dominato chiaramente le domande di sostegno. La loro quota è rimasta per diversi mesi al di sopra dei due terzi del totale, con oscillazioni solo lievi.

Nel frattempo, le pompe di calore hanno continuato a perdere peso. In primavera rappresentavano circa un quarto delle domande, mentre verso la fine dell’estate la loro quota è scesa approssimativamente a un quinto.

Le caldaie a gas a condensazione hanno mantenuto un ruolo marginale. Nei singoli mesi la loro quota si è attestata a pochi punti percentuali, rimanendo nettamente inferiore rispetto ai risultati delle soluzioni alternative. Le altre fonti di calore hanno avuto per tutto il periodo una presenza minima nelle domande.

Le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica perdono popolarità

Parallelamente diminuisce anche l’interesse per le agevolazioni fiscali destinate alla riqualificazione termica delle abitazioni. Nel 2024 ne hanno usufruito molti meno contribuenti rispetto agli anni record dell’inizio del decennio, e anche il volume complessivo delle somme portate in detrazione si è ridotto in modo visibile.

Gli esperti sottolineano che il numero delle detrazioni fiscali non riflette sempre direttamente l’effettiva entità degli investimenti. La normativa vigente consente di ripartire le spese su più anni e di trasferire gli importi non utilizzati ai periodi fiscali successivi, circostanza che può alterare le statistiche dei singoli anni.

Dal 2025 è stato inoltre rivisto l’elenco delle spese ammissibili al rimborso. Il sostegno statale e le agevolazioni fiscali non si applicano più all’acquisto e all’installazione di caldaie alimentate a gas e a combustibili liquidi. Al contrario, nell’elenco delle spese riconosciute sono stati inclusi i sistemi di accumulo dell’energia.

  • Per poter usufruire dell’agevolazione fiscale resta necessario disporre di documenti ufficiali di pagamento con IVA.
  • Le spese possono essere sostenute sia con fondi propri sia tramite credito.
  • Il programma statale di sostegno può essere combinato con l’agevolazione fiscale per la riqualificazione termica, ma è vietato il doppio finanziamento delle stesse spese.
  • I limiti delle detrazioni fiscali sono rimasti invariati e dipendono dalla composizione del nucleo familiare.
Alessia Ricci