Inasprimento delle regole per il riscaldamento a legna dal 2026: scadenze per migliaia di famiglie

Dal 2026 le famiglie italiane che utilizzano camini, vecchie caldaie a combustibile solido e altri impianti a legna dovranno affrontare requisiti sensibilmente più severi. Le nuove norme ecologiche e il rafforzamento dei controlli sulle emissioni obbligheranno decine di migliaia di abitazioni a modernizzare i propri sistemi di riscaldamento.

L’Italia inasprisce le regole per il riscaldamento a legna

Dal 2026 l’Italia accelera il passaggio verso un riscaldamento più ecologico. Questo riguarda soprattutto le case in cui si usano ancora vecchi camini, stufe a legna e caldaie a combustibile solido. Entrano infatti in vigore, contemporaneamente, requisiti ambientali aggiornati e limiti più severi sulle emissioni per i piccoli impianti di riscaldamento.

Nuove regole in Italia dal 2026

Inasprimento delle regole per il riscaldamento a legna dal 2026: scadenze per migliaia di famiglie

I nuovi requisiti prevedono limiti alle emissioni più severi, la sostituzione obbligatoria delle apparecchiature obsolete e la graduale eliminazione degli impianti che non soddisfano più gli standard attuali.

Secondo le norme aggiornate, l’uso delle vecchie caldaie appartenenti alle classi di emissione più basse sarà vietato a partire dal 2026. Questa misura riguarderà centinaia di migliaia di famiglie.

Nelle aree con una qualità dell’aria più critica, come il nord industriale dell’Italia o la Pianura Padana, potranno essere applicate restrizioni locali ancora più rigide.

Limiti alle emissioni più severi dal 2026

Le autorità sottolineano ripetutamente la necessità di ridurre il livello delle polveri sottili nell’aria. La combustione domestica dei combustibili solidi resta una delle principali fonti di inquinamento.

Allo stesso tempo resta valido il principio della neutralità tecnologica: le moderne caldaie a pellet e i sistemi di gassificazione della legna continueranno a essere ammessi, purché rispettino lo standard Ecodesign o le classi più elevate di efficienza ambientale.

Parallelamente entreranno in vigore requisiti più severi per le piccole fonti di emissione, che di fatto limiteranno l’utilizzo di vecchie stufe e camini privi di certificazione o di sistemi di filtrazione.

Impianti che dovranno essere modernizzati o sostituiti entro la fine del 2027

Inasprimento delle regole per il riscaldamento a legna dal 2026: scadenze per migliaia di famiglie

  • camini aperti senza camera di combustione chiusa, salvo rari casi consentiti
  • camini e stufe privi di certificazioni di prova valide
  • apparecchiature prodotte prima del 2000 e non conformi allo standard Ecodesign
  • caldaie a combustibile solido inferiori alle moderne classi ecologiche, compresi i vecchi impianti a carbone

Tutti gli impianti di riscaldamento installati prima del 1° gennaio 2015 e non conformi agli standard attuali dovranno essere sostituiti o modernizzati entro il 31 dicembre 2027.

Limiti temporali di utilizzo

Gli attuali sistemi di riscaldamento a legna in Italia potranno essere utilizzati solo per un periodo limitato, in genere fino agli anni 2040–2045, a seconda della regione e della classe dell’impianto. Successivamente sarà necessaria la loro sostituzione o modernizzazione.

Le autorità ambientali osservano che la combustione domestica della legna continua a essere una fonte significativa di particolato fine PM2.5. Nei mesi invernali, nelle aree urbane, la sua quota può arrivare fino a un quarto dell’inquinamento atmosferico totale.

Alessia Ricci